Acufeni nei bambini: una guida completa

Avete mai sentito parlare di acufeni nei bambini? 

Si tratta di una falsa sensazione uditiva, a causa della quale il paziente percepisce un fischio, o un sibilo, che può avere caratteristiche diverse.

Gli acufeni creano difficoltà nel portare avanti le attività quotidiane, soprattutto se il bambino si trova in un ambiente particolarmente silenzioso, mentre i suoni ambientali di una normale giornata possono aiutare a mascherarlo.

Nell’articolo analizzeremo cause, sintomi e rimedi per questa condizione rilevante in otorinolaringoiatria pediatrica.



Punti chiave 

Gli acufeni sono una falsa percezione uditiva che si manifesta come un suono o rumore costante o intermittente, spesso più percepibile nel silenzio.

Nei bambini, gli acufeni sono una condizione rara e la loro diagnosi può essere complessa, specialmente nei più piccoli che potrebbero avere difficoltà a descrivere le loro esperienze uditiva.

La diagnosi degli acufeni nei bambini coinvolge una visita otorinolaringoiatrica per esaminare l’anatomia del timpano, seguita da esami audiometrici per valutare la funzionalità uditiva.

La causa dell’acufene nei bambini può variare da fattori metabolici a genetici, traumi o tumori, sebbene quest’ultimi siano estremamente rari.

Cosa sono gli acufeni

Gli acufeni sono una falsa percezione uditiva in cui si percepiscono suoni o rumori, spesso come un fischio o un sibilo, che non hanno origine esterna. Possono variare in intensità e frequenza ed essere percepito in un orecchio o in entrambi.

Tipicamente, un ronzio nelle orecchie è uno dei suoni comuni che i pazienti con acufeni descrivono.

In alcuni casi, l’acufene può manifestarsi come un rumore che batte in sincrono con il battito cardiaco del bambino, una condizione nota come acufene pulsatile.

Frequenza degli acufeni nei bambini

Negli adulti, l’acufene è un fenomeno relativamente comune, spesso associato all’invecchiamento e alla perdita dell’udito.

Nei bambini, tuttavia, si tratta di un disturbo piuttosto raro, ma che richiede un’attenzione particolare quando si verifica, poiché può segnalare la presenza di problemi di salute più gravi.

Sintomi dell’acufene nei bambini

L’acufene nei bambini può manifestarsi come un suono costante o intermittente. Le sue caratteristiche possono variare: i bambini possono descriverlo come un fischio, un sibilo o un rumore di fondo.

Il suono dell’acufene può essere più evidente in determinati momenti della giornata, in particolare quando c’è silenzio intorno al bambino. Alcuni bambini notano l’acufene solo quando cercano di addormentarsi o quando sono in un ambiente molto tranquillo.

Cause degli acufeni nei bambini

Le cause dell’acufene nei bambini possono includere una varietà di condizioni, tra cui problemi metabolici, traumi, condizioni genetiche e malattie neoformative. 

Uno dei problemi più comuni che può influire sull’apparato uditivo dei bambini, portando potenzialmente all’insorgenza di acufeni, è la presenza di un tappo di cerume che ostruisce il condotto uditivo.

Occasionalmente, la causa dell’acufene può risiedere in anomalie dei vasi sanguigni nell’area dell’orecchio.

In rari casi, gli acufeni nei bambini possono essere causati da piccoli tumori benigni, noti come neurinomi del nervo acustico. Questi tumori possono comprimere il nervo uditivo, causando l’acufene.

NOTA – Negli adulti, gli acufeni sono spesso legati alla presbiacusia, la perdita uditiva correlata all’età. Nei bambini, tuttavia, le cause possono essere molto diverse, dal momento che la presbiacusia non è un fattore.

Cause acufeni nei bambini

Fattori di rischio per l’acufene nei bambini

Anche se l’acufene può colpire qualsiasi bambino, alcuni fattori di rischio possono aumentarne la probabilità, come ad esempio una storia familiare di acufeni, l’esposizione a suoni forti o prolungati, o la presenza di condizioni di salute specifiche come le malattie metaboliche.

Nell’identificazione dei fattori di rischio per l’acufene nei bambini, non si può sottovalutare l’importanza dell’esposizione a rumori forti, che possono danneggiare le cellule dell’orecchio e la membrana timpanica.

LETTURA CONSIGLIATAPerforazione del timpano nei bambini: Cause, sintomi, opzioni di trattamento

Diagnosi 

La diagnosi di acufene nei pazienti pediatrici può essere complicata, poiché i bambini molto piccoli non sono in grado di descrivere o comunicare la loro esperienza. Inoltre, potrebbero non riconoscere il suono dell’acufene come anormale o disturbante.

Una diagnosi accurata dell’acufene nei bambini dipende, infatti, dalla possibilità del paziente di descrivere ciò che sente. I bambini più grandi, che hanno una maggiore capacità di comunicazione, sono in grado di fornire informazioni più dettagliate sui suoni che percepiscono, aiutando così il medico a fare una diagnosi precisa.

L’iter diagnostico prevede una visita specialistica da un otorinolaringoiatra pediatrico per controllare l’integrità anatomica dell’orecchio.

Durante la visita, l’integrità del timpano e del condotto uditivo esterno del bambino vengono attentamente verificate.

Poi, a seconda dell’età e della collaborazione del piccolo paziente, si potrà procedere con test audiometrici diversi: un esame audiometrico standard per i bambini più grandi e collaborativi, o un esame audiometrico comportamentale o condizionato per i più piccoli. Entrambi gli esami sono non invasivi e non causano fastidio al bambino.

NOTA – In molti casi, gli acufeni possono essere correlati a una perdita uditiva. L’esame audiometrico può quindi aiutare a identificare la presenza di una perdita uditiva e a determinare se questa può essere la causa dell’acufene.

In sintesi, i principali controlli e valutazioni da fare sono: 

1. Visita otorinolaringoiatrica

Il primo passo nella valutazione di un bambino con acufene dovrebbe essere una visita specialistica otorinolaringoiatrica. Durante questa visita, il medico verificherà l’integrità anatomica dell’orecchio del bambino e indagherà sulla presenza di altre possibili problematiche dell’apparato uditivo.

2. Test strumentali per la diagnosi dell’acufene

In seguito alla visita specialistica, possono essere condotti alcuni test strumentali per aiutare nella diagnosi. Uno di questi è l’esame audiometrico, che permette di capire se la funzionalità uditiva del bambino è normale o se ci sono problemi di udito associati all’acufene.

3. Esame audiometrico standard

L’esame audiometrico standard permette di valutare la capacità uditiva del bambino a diverse frequenze. Aiuta a identificare eventuali alterazioni uditive che potrebbero essere associate all’acufene.

4. Esame audiometrico comportamentale o condizionato

Per i bambini molto piccoli, può essere utile utilizzare l’esame audiometrico comportamentale o condizionato, che non richiede la collaborazione attiva del bambino. In questo esame, viene valutata la reazione del bambino a diversi suoni associati a stimoli visivi.

5. Ulteriori esami 

La ricerca delle cause dell’acufene nei bambini può includere esami del sangue per identificare eventuali problemi metabolici, test per scoprire possibili anomalie genetiche e, in alcuni casi, imaging diagnostico come la risonanza magnetica per cercare anomalie strutturali.

Terapia e gestione degli acufeni nei bambini

Affrontare gli acufeni nei bambini richiede un approccio olistico e individualizzato, dal momento che ogni caso presenta sfide e circostanze uniche.

Prima di tutto, è fondamentale trattare e gestire qualsiasi condizione sottostante che potrebbe essere la causa dell’acufene, come un tappo di cerume, un’infezione dell’orecchio o un trauma acustico.

Una volta escluse le cause fisiche immediatamente trattabili, il medico potrebbe suggerire diverse strategie di gestione.

Queste possono includere la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che aiuta i bambini a comprendere la loro condizione e a sviluppare strategie per gestire meglio gli acufeni. Il counseling e il sostegno psicologico sono spesso fondamentali per aiutare i bambini a convivere con gli acufeni e a minimizzare l’impatto sulla loro vita quotidiana.

L’uso di “rumori bianchi”, ovvero suoni soffusi che possono aiutare a mascherare il fastidioso rumore prodotto dall’acufene, viene spesso consigliato. Questi suoni, che possono assumere la forma di un ventilatore, del rumore della pioggia o di un’app di rumori bianchi, aiutano a distogliere l’attenzione dal rumore degli acufeni, a ridurre l’ansia, e a facilitare attività come lo studio o il sonno.

In alcuni casi, se l’acufene è associato a una perdita dell’udito, può essere utile l’uso di un apparecchio acustico.

In definitiva, la gestione efficace degli acufeni nei bambini richiede un approccio multidisciplinare, che consideri non solo l’aspetto fisico, ma anche il benessere emotivo e psicologico del bambino.


Domande frequenti

Quando preoccuparsi per gli acufeni?

È opportuno preoccuparsi per gli acufeni quando persistono per un periodo di tempo prolungato o se sono accompagnati da perdita di udito o da altri sintomi. In tali casi, è consigliabile consultare un medico per escludere eventuali problemi di salute più gravi.

Quali possono essere le cause degli acufeni nei bambini?

Le cause e i fattori scatenanti degli acufeni nei bambini possono variare da fattori temporanei, come un tappo di cerume, a cause più serie come lesioni al timpano, disfunzioni metaboliche, problemi genetici o neoformazioni rare. Tra i fattori di rischio c’è l’esposizione a rumori forti.

Cosa fare per far passare gli acufeni?

Se il bambino soffre di acufeni, è importante contattare un otorinolaringoiatra per una diagnosi accurata e per discutere le possibili opzioni di trattamento. A volte, eliminare il fattore scatenante – come rimuovere un tappo di cerume – può risolvere il problema. L’uso di rumore bianco per mascherare e coprire il fastidioso ronzio si rivela spesso di aiuto.

Quanto puo durare un acufene?

La durata di un acufene può variare notevolmente a seconda della causa sottostante. Mentre alcune di queste situazioni possono durare solo pochi minuti o ore, altri possono persistere per giorni, settimane o persino diventare acufene cronico.

Chi è il medico che cura l’acufene nei bambini?

L’otorinolaringoiatra è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento degli acufeni nei bambini. Questo specialista può eseguire una serie di test per determinare la causa dell’acufene e suggerire le strategie più appropriate per gestirlo.


Conclusioni

Gli acufeni nei bambini possono sembrare un problema minore, ma non devono essere sottovalutati. Questo disturbo può infatti avere un impatto significativo sulla qualità della vita del bambino, interferendo con la capacità di concentrazione, il sonno e l’umore.

I genitori svolgono un ruolo fondamentale: il sostegno e la comprensione possono aiutare il bambino a gestire meglio la condizione, riducendo l’ansia e lo stress che di solito accompagnano questo disturbo.

In sintesi:

  • L’acufene nei pazienti pediatrici richiede un’attenzione particolare e una diagnosi accurata. Se il vostro bambino lamenta un suono costante o intermittente nell’orecchio, è importante consultare un medico per iniziare un’indagine approfondita.
  • Potete chiedere ulteriori approfondimenti commentando qui di seguito oppure contattarci per esporre il caso specifico che riguarda il vostro bambino.
  • Per una consulenza pediatrica specialistica su problemi legati alla deviazione del setto nasale potete prenotare una visita presso il nostro centro Oplà Medical:
  1. chiamando il numero 011/5613063
  2. utilizzando il form nella pagina contatti

Autore: Paolo Tavormina


Dottor Paolo Tavormina otorinolaringoiatra

Laureato in medicina e chirurgia con specializzazione in otorinolaringoiatria, il dottor Paolo Tavormina è Dirigente Medico responsabile SSD ORL Pediatrica presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino dal settembre 1998.


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2 commenti su “Acufeni nei bambini: una guida completa”

  1. Buongiorno, mia figlia di 10 anni si lamenta da piu di una settimana, durante la notte di sentire nel orecchio una…zanzara! All’inizio pensavamo che veramente fosse una zanzara, ma siccome dopo le 3 viene nel nostro lettone e noi non sentiamo nulla e notando che il suo cuore accelera ( e comincia a tremare con tutto il corpo) ho capito che si tratta di tutt’altro che una zanzara.
    Era già successo 2 anni fa, abbiamo fatto una visita ottorinolaringoiatrica ma non ha evidenziato niente di anomalo. Ci hanno detto che a causare il suo ronzio può essere lo stress, un disagio o una carenza di ferro.
    Devo specificare che mia figlia é stata diagnosticata dall’ età di 4 anni con un lieve ritardo cognitivo. Circa 2 anni fa ha cominciato ad avvertire al braccio destro e gambe ds dei dolori descritte da lei come” biscioline “.
    Dopo varie visite ( risonanze magnetiche/ ecografie , osteopata, reumatologo ) e tutto quello che si poteva fare, hanno concluso che é solo la manifestazione di un suo forte disagio e attacchi d’ansia. Questi dolori/ biscioline sono scomparsi a fine luglio quando siamo andati in vacanza e non sono piu ricomparsi.
    Ma adesso con l’inizio della scuola non vorrei che il suo disagio ( che purtroppo é dovuto a una emarginazione / esclusione della magior parte dei suoi compagni) fosse comparso in un’ altro simtomo , cioè gli acufeni!
    Le chiedo scusa per esermi dilagata ma volevo spuegare bene tutto per poter avere una risposta giusta.
    Grazie e Buon lavoro!

    Rispondi
    • Buongiorno. Darle una risposta è alquanto difficile. Sicuramente esiste la possibilità che tutti questi sintomi siano legati almeno parzialmente a un disagio della bambina. Il fatto che siano scomparsi durante le vacanze è abbastanza significativo. In ogni caso, prima di orientarsi verso una causa di tipo psicologico la cosa migliore da fare è quella di escludere nuovamente che ci sia una causa cosiddetta organica. Potrei consigliarle di far nuovamente vedere la bambina a uno specialista ORL e di eseguire sicuramente un esame audiometrico per controllare che la bambina senta bene. Molte volte questi piccoli rumori che si percepiscono nell’orecchio possono anche semplicemente essere legati a un po’ di catarro. Mi affiderei anche ad un buon pediatra per cercare di valutare la situazione nel suo insieme. Contemporaneamente, potrebbe essere opportuno farla seguire da uno psicologo dell’età evolutiva in modo tale da non lasciare nulla di intentato.

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