Linfonodi del collo ingrossati nei bambini – Quali sono le cause? Bisogna preoccuparsi?

I linfonodi del collo ingrossati nei bambini sono un evento che tende a spaventare molto i genitori.

Le cause di questa situazione possono essere di vario tipo, e vanno ricondotte a diverse, possibili patologie. Nella stragrande maggioranza dei casi i rigonfiamenti che notate sul collo di vostro figlio non hanno però un significato negativo, e non devono essere causa di preoccupazione.

Può, in linea di massima, risultare utile e consigliabile una visita specialistica in presenza di alcune circostanze.

In questo articolo analizziamo in dettaglio tutto ciò che riguarda i linfonodi ingrossati nei bambini, soffermandoci sulle cause, le precauzioni da prendere, gli esami da fare e le diverse terapie da seguire.



Punti chiave 

I linfonodi sono strutture che fanno parte del sistema immunitario dei bambini, e si trovano dislocati in tutto il corpo lungo le vie linfatiche.

I linfonodi del collo si gonfiano generalmente per cause infiammatorie, per infezioni virali e batteriche, per malattie infettive. La ragione è la loro iperattività dovuta ad uno di questi fattori. In situazioni rare i linfonodi ingrossati possono essere spia di patologie più serie.

Nel caso in cui il linfonodo di un bambino sia ingrossato è opportuno ricorrere ad una visita specialistica per determinare quale sia la specifica causa di questa manifestazione.

Cosa sono i linfonodi

I linfonodi fanno parte del nostro sistema immunitario e si trovano dislocati in tutto il corpo, lungo le vie linfatiche.

Sono strutture a forma di fagiolo, lunghe di solito circa un centimetro, che contengono molti piccoli canali  che trasportano il liquido linfatico.

Una persona sana ha circa 600 linfonodi sparsi in tutto il corpo.

Funzione dei linfonodi

I linfonodi sono molto importanti perché filtrano le particelle nocive dal flusso sanguigno e le tengono lontane dal resto del corpo.

Il nostro sistema immunitario è un’organizzazione efficiente e ben organizzata, il cui scopo è quello di difenderci da minacce esterne come le infezioni causate da virus o batteri, o interne come le cellule tumorali.

Uno dei componenti di questo sistema di difesa sono appunto le ghiandole linfatiche (altro nome con cui vengono chiamati i linfonodi).

Perché i linfonodi si gonfiano?

Non tutti i rigonfiamenti che possiamo notare sul collo dei nostri figli hanno un significato negativo. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di situazioni o di tipo infiammatorio e non pericolose.

Perché i linfonodi si gonfiano?

In linea di massima i linfonodi sono strutture linfatiche che tendono a gonfiarsi perché lavorano tanto.

Nell’organismo, tutto ciò che lavora molto tende a ingrandirsi. Nei bambini l’attività linfatica è sempre esuberante, e quindi le ghiandole linfatiche tenderanno a ingrandirsi nei soggetti in cui questa attività è particolarmente intensa.

La motivazione principale per cui i linfonodi nel collo di un bambino si gonfiano è di tipo infiammatorio, e come tale non deve preoccupare più di tanto.

Qualunque infiammazione a livello del collo – infiammazioni alle tonsille, infezioni virali, problemi adenoidei, una faringite, un’infezione batterica che colpisce la parte alta del corpo – può trasferirsi ai linfonodi, che rappresentano una sorta di barriera contro l’infezione stessa.

In questo caso i linfonodi si gonfiano, e i bambini potrebbero lamentarsi del linfonodo ingrossato che duole.

Se ciò accade, può risultare opportuno farli controllare tramite una visita medica, per comprendere l’origine dell’infiammazione. 

Altri tipi di rigonfiamenti del collo

Va precisato che non tutti i rigonfiamenti del collo sono in realtà linfonodi.

Possiamo avere situazioni diverse: il collo può gonfiarsi perché ci sono ad esempio delle cisti, oppure, anche se nei bambini è molto raro, per l’ingrossamento di un organo come la tiroide, che si trova nella regione anteriore del collo.

In che modo si manifesta l’ingrossamento

Esso è in genere ben visibile ad occhio nudo, soprattutto nei bambini, a causa del fatto che l collo è generalmente magro e la pelle è sottile

Bisogna preoccuparsi quando i linfonodi si gonfiano?

Quando un linfonodo del collo si ingrandisce, non dobbiamo immediatamente preoccuparci.

In linea di massima se un linfonodo si ingrandisce e dopo un po’ di tempo tende a regredire, cioè a rimpicciolire nuovamente, non c’è motivo di preoccuparsi più di tanto.

I linfonodi dei bambini hanno spesso un’attività o un comportamento di questo genere: a volte si ingrandiscono e dopo un po’ si rimpiccioliscono, quasi sempre per problematiche di tipo infiammatorio.

Il bambino va portato dal pediatra?

Come già detto in precedenza, è comunque opportuno in questi casi fare eseguire una visita specialistica, per capire la motivazione di tali episodi.

Ci sono situazioni molto rare nelle quali un linfonodo può gonfiarsi per motivi diversi da eventi infiammatori o da infezioni batteriche. 

Come regola generale, in ogni caso in cui i linfonodi del collo si ingrossano e non regrediscono, o un linfonodo singolo si gonfia e dopo un po’ di tempo non tende a tornare alla normalità, è opportuno che il bambino effettui una visita specialistica otorinolaringoiatrica.

Con una diagnosi precoce, c’è tutto il tempo di venire a capo di un problema che si rivelasse di tipo più serio.

La visita specialistica

In che cosa consiste una visita specialistica ORL che deve andare a valutare perché sono presenti linfonodi del collo ingrossati nei bambini?

Per prima cosa, procederemo ad una visita otorinolaringoiatrica standard per controllare orecchie, naso e gola. Dovrà poi essere effettuata un’accurata palpazione di questi linfonodi, per riuscire a capire se essi siano più o meno rigidi e più o meno duri.

Per esempio, se sono mobili (si usa dire sui piani superficiali e sui piani profondi) dobbiamo capire se il linfonodo si muove rispetto a quello che c’è sopra e soprattutto rispetto a quello che c’è sotto. 

Un’altro segno importante da comprendere è se il linfonodo fa male oppure no. 

Tutti questi aspetti hanno per noi un significato preciso.

Esami da eseguire

L’iter degli esami da eseguire per i linfonodi ingrossati può variare in base alle indicazioni derivanti dall’esame obiettivo.

Ricordiamoci sempre che è fondamentale poter dare un nome e un cognome a tutte le patologie dietro ai sintomi che un bambino manifesta.

Per fare questo, anche nel caso di un linfonodo gonfio,  noi abbiamo una serie di valutazioni e di esami strumentali a cui man mano possiamo ricorrere per riuscire a dare una risposta ad ogni domanda e a proporre poi una soluzione.

Vediamo i principali esami che possiamo ritenere utili per la diagnosi.

Fibroscopia

Un esame che si tende a fare quasi sempre è la cosiddetta fibroscopia.

E’ una procedura lievemente fastidiosa, ma ci permette di valutare con una piccola telecamera che entra attraverso il naso la situazione al suo interno e, scendendo oltre il naso, ci permette di vedere se ci sono delle problematiche a livello della gola, del faringe, della laringe, delle corde vocali.

Alcune patologie a carico di queste strutture possono provocare un ingrossamento dei linfonodi: per tale ragione è importante andare a controllarle preliminarmente.

Ecografia

C’è la possibilità di eseguire, nel caso lo si ritenga opportuno, tutta una serie di esami strumentali.

Il più frequente e, se vogliamo, più semplice, è una normale ecografia del collo che deve essere eseguita da parte di un radiologo specialista in ecografia.

L’ecografia fornisce molte informazioni sulla struttura dei linfonodi, sulle loro caratteristiche, e spesso ci dà già una indicazione su quale possa essere la causa che li ha fatti ingrandire.

Tac e risonanza magnetica

Si può poi arrivare, quando ci sono dei dubbi, a eseguire degli esami più specifici come la Tac oppure la risonanza magnetica.

Questi ultimi due sono esami che noi riserviamo soltanto a quei casi in cui abbiamo qualche sospetto in più, o quando non siamo convinti ancora di avere una diagnosi chiara.

Terapia

Quando i linfonodi si ingrossano, in genere è sufficiente curare la causa infiammatoria che è alla base del gonfiore perché questi tendano a rimpicciolire nuovamente (anche se non sempre torneranno alle dimensioni di partenza).

Nella stragrande maggioranza dei casi un linfonodo ingrandito o non desta alcuna preoccupazione, poiché appunto ha una causa che risiede in un’infiammazione o in un qualcosa di relativamente blando, che può essere curato autonomamente.

Quando ci troviamo in questa situazione basterà una semplice terapia medica per risolvere il problema.

In casi invece lievemente diversi potrà essere opportuno proporre la exeresi del linfonodo, cioè la sua asportazione.

Asportazione dei linfonodi del collo

Qualche volta siamo costretti a proporre di togliere il linfonodo perché non siamo ancora riusciti ad avere una definizione chiara di quale sia la motivazione dell’ingrossamento.

Togliere un linfonodo significa poterlo fare esaminare e poi avere una risposta molto più sicura.

Questo tipo di procedura è estremamente rara rispetto al grande numero di linfonodi del collo ingranditi con cui veniamo a contatto, però ci sono dei casi in cui è opportuno intraprenderla.

L’intervento chirurgico

L’asportazione dei linfonodi del collo è un intervento chirurgico che va eseguito in anestesia generale, soprattutto su un bambino.

La decisione di eseguire una procedura di questo tipo su un paziente pediatrico deve essere supportata da sospetti abbastanza importanti e non è mai presa a cuor leggero.

Si tratta di una opzione scelta solo allorchè non siamo riusciti ad avere un chiarimento accettabile, e quindi non riusciamo a dare ai genitori una risposta sicura.

NOTA – L’intervento chirurgico serve in primo luogo come diagnosi, anche se a volte ha già una funzione di terapia. 


Domande frequenti

Quando preoccuparsi dei linfonodi nei bambini?

I linfonodi ingrossati nei bambini non sono generalmente un evento preoccupante. Nella maggior parte dei casi tendono ad ingrandirsi e poi a regredire da soli, o in seguito alla terapia  per la situazione infiammatoria che li ha causati. È in ogni caso opportuno sottoporre il bambino ad una visita specialistica, soprattutto se il linfonodo gonfio tarda a regredire, o se duole particolarmente.

Quando si gonfiano i linfonodi nei bambini?

I linfonodi sono strutture linfatiche che nei bambini tendono a gonfiarsi perché lavorano tanto. Nell’organismo tutto ciò che lavora molto tende a ingrandirsi: nei bambini l’attività linfatica è sempre abbastanza esuberante, e questo può indurre fenomeni di tipo infiammatorio responsabili dell’ingrossamento dei linfonodi stessi.

Quali linfonodi ingrossati sono pericolosi?

Potenzialmente tutti i linfonodi del collo possono essere pericolosi, anche se poi sono pochissimi quelli che si rivelano tali. L’importante è riuscire a diagnosticarli rapidamente.

Perché si gonfiano i linfonodi al collo?

Nella stragrande maggioranza dei casi, i linfonodi del collo si gonfiano per cause infiammatorie, per infezioni virali e batteriche, per malattie infettive. La causa è la loro iperattività dovuta ad uno di questi fattori. In situazioni rare i linfonodi ingrossati possono essere spia di patologie più serie.

Come capire se i linfonodi sono tumori?

Ci sono numerosi esami che possono portarci alla diagnosi di un linfonodo di origine tumorale. E’ importante ricordare che solo una piccolissima parte dei linfonodi ingrossati ha un’origine di tipo tumorale, anche se è sempre opportuno farli controllare.

Che esami fare per i linfonodi ingrossati?

Il primo passo da compiere in caso di linfonodi ingrossati in un bambino è la visita specialistica presso un otorinolaringoiatra, con il contestuale esame obiettivo. In base alle risultanze di questo, il medico potrà consigliare gli esami più utili a comprendere la causa del problema, tra cui la fibroscopia, l’ecografia del collo, e in casi più rari la TAC e la risonanza magnetica. Qualora nessuna di queste indagini fornisse una risposta chiara, l’exeresi dei linfonodi (cioè la loro estrazione, finalizzata ad un esame successivo) rappresenta l’ultima opzione diagnostica.

Quanto deve essere grande un linfonodo per preoccuparsi?

Non esiste una dimensione oltre la quale preoccuparsi.

Cosa significa linfonodi sospetti?

Per linfonodo sospetto si intende in genere un linfonodo per il quale si ha un sospetto di malattia tumorale, ma si tratta effettivamente solo di un sospetto, che va controllato.

Quanto dura il rigonfiamento dei linfonodi?

La durata di un ingrossamento del linfonodo può variare da alcuni giorni fino a diventare persistente. Anche in base a questo elemento si decide poi se eseguire altri accertamenti.

Chi cura i linfonodi al collo?

Lo specialista che si occupa dei problemi di linfonodi del collo ingrossati è l’otorinolaringoiatra. Quando l’ingrossamento riguarda un bambino, bisogna rivolgersi all’otorinolaringoiatra pediatrico.


Conclusioni

Nei bambini, i linfonodi del collo ingrossati sono un problema che generalmente non deve destare preoccupazione, ma che richiede il riscontro di una visita specialistica per accertarne la causa.

In questo articolo abbiamo analizzato:

  1. la funzione dei linfonodi all’interno dell’organismo
  2. le cause più comuni del loro ingrossamento in pazienti pediatrici
  3. gli esami che possono supportare una corretta diagnosi 

Potete chiedere ulteriori delucidazioni commentando l’articolo, oppure contattare il nostro studio e presentare il caso specifico che riguarda il vostro bambino.

Per una consulenza pediatrica specialistica su problemi legati ai linfonodi del collo ingrossati nei bambini è consigliabile prenotare una visita presso il nostro centro Oplà Medical:

Autore: Paolo Tavormina


Dottor Paolo Tavormina otorinolaringoiatra

Laureato in medicina e chirurgia con specializzazione in otorinolaringoiatria, il dottor Paolo Tavormina è Dirigente Medico responsabile SSD ORL Pediatrica presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino dal settembre 1998.


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8 commenti su “Linfonodi del collo ingrossati nei bambini – Quali sono le cause? Bisogna preoccuparsi?”

  1. Salve Dr.
    Ho una bimba di 4 anni e mezzo
    Da una settimana ha tosse e ha avuto catarro
    Adesso sta meglio, prosegue la tosse mattiniera ma sta migliorando.
    Ho notato un linfonodino nel collo esternamente,ma dopo una settimana ha ancora dolore di questo linfonodo.
    Mi devo preoccupare??
    Grazie mille x la disponibilità

    Rispondi
    • Molto probabilmente si è trattato di una virosi. In questi casi dei linfonodi possono ingrossarsi un po’ e fare male. Il linfonodo impiega sempre molto più tempo per guarire per rimettersi a posto e talvolta rimane lievemente ingrossato per molto tempo. Se invece tende a crescere è meglio farlo controllare.

      Rispondi
  2. Buongiorno, mio figlio ha 2 piccoli linfonodi alla gola (uno lievemente visibile, l’altro leggermente di più), che ho scoperto quando aveva circa 10 mesi (ha il collo magro). È stato immediatamente visitato dal pediatra che li ritiene assolutamente innocui. Oggi il bambino ha 2 anni, cresce bene e in salute ma i linfonodi sono lì della medesima grandezza (non prova alcun dolore o fastidio). Sarebbe opportuno fare comunque una visita specialistica? Grazie

    Rispondi
    • Se i linfonodi sono presenti praticamente dalla nascita e non si sono modificati in due anni, ritengo non sia necessario eseguire visite o controlli. Diverso è il caso se questi linfonodi dovessero iniziare ad ingrandirsi o iniziare a dare sintomi come dolore, arrossamento. In questo caso una visita ed un’eventuale ecografia sarebbero consigliati.

      Rispondi
  3. Buongiorno,
    l’anno scorso mia figlia e mio figlio hanno contratto il citomegalovirus. qualche settimana dopo mi sono accorta che il bambino sulla parte sx del collo presentava un linfonodo ingrossato. Mi sono recata sia dal pediatra che dall’otorinolaringoiatra (che lo aveva operato l’anno precedente togliendo tonsille e adenoidi) per farlo visitare, entrambi mi hanno detto che era normale l’ingrossosamento e che per la regressione ci sarebbe voluto del tempo. Presa comunque un po’ dalle mie ansie nel mentre l’ho portato a fare anche esami del sangue ed ecografia al collo con diagnosi di linfonodo da 16mm reattivo, molle e mobile.
    Oggi a distanza di un anno il bambino presenta ancora il linfonodo ingrossato ma come all’epoca non ha nessun tipo di dolore o fastidio , a vista sembra della stessa dimensione (non si è modificato ne è rosso ne dolente )
    volevo chiederle se è normale che dopo quasi un anno questo linfonodo sia ancora visibile nonostante sia passato comunque del tempo dal citomegalovirus o se sia il caso di fare degli approfondimenti.
    La ringrazio per il suo tempo

    Rispondi
  4. Buongiorno
    mi sono dimenticata di indicarle l’età del bambino, ha 6 anni e mezzo.
    La ringrazio per la sua attenzione

    Rispondi
  5. Buongiorno, mio figlio di 6 anni ha avuto febbre alta per circa una settimana e ho notato un rigonfiamento sul lato destro del collo. La pediatra dice che non è nulla di grave e per 7 gg mi ha prescritto l’antibiotico. Adesso sta bene, niente febbre e non ha nemmeno dolori nella zona del rigonfiamento, ma è ancora ben visibile e non sembra essere diminuito.
    Quanto impiegano i linfonodi a ritornare normale? È il caso di richiedere una nuova visita? Sono circa due settimane che è presente sul collo.
    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Saluti Noemi.

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  6. Buonasera dottore, mio figlio quasi 5 anni il 12 aprile ci accorgiamo di un linfonodo ingrossatosi visto dal pediatra perché aveva un otite , fatta cura di antibiotico. Oggi 7 maggio a distanza di quasi 1 mese ci accorgiamo che sono aumentati a 3 di colpo , viene controllato quotidianamente , a lui non fanno male ma solo fastidio se vengono toccati. Domani chiamerò il pediatra per farlo valutare, ma sono davvero in ansia

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